La norma ISO 16890 classifica i filtri per la ventilazione generale in base alla percentuale di particolato atmosferico che riescono a trattenere: PM1, PM2,5 e PM10. In Italia è recepita come UNI EN ISO 16890 e ha preso il posto della vecchia EN 779, quella delle classi G4, M5 e F7. Chi ha una VMC in casa, gestisce un condominio o installa impianti ha un motivo molto pratico per saper leggere una sigla come “ISO ePM10 60%”: scegliere il filtro di ricambio giusto e confrontare prodotti diversi con lo stesso metro.
In breve
- La ISO 16890 divide i filtri in quattro gruppi: ISO ePM1, ISO ePM2,5, ISO ePM10 e ISO Coarse. Ogni sigla è seguita da una percentuale di efficienza.
- La norma è composta da quattro parti: la prima definisce la classificazione, le altre tre i metodi di prova.
- Il filtro viene provato anche dopo la scarica elettrostatica, per misurare l’efficienza che resta nel tempo.
- G4, M5 e F7 non hanno un equivalente ISO esatto e universale: conta la classe dichiarata sulla scheda del singolo prodotto.
- Per la VMC si parte sempre da marca, modello e misure dell’unità. La classe di filtrazione si sceglie dopo, entro quanto previsto dal produttore.
Esempi reali di filtri e classi ISO
Confronta le classi dichiarate e apri il set per verificare modello, misure e opzioni.

Aerauliqa QR280A / QR280E / QR280M / QR280PH
F7 + M5 · ePM1 60% + ePM10 60%
250 × 183 × 21 mm
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Salda Smarty 2XP 1.1 / 1.2 / 1.1 E / 1.2 E
F7 + G4 · ePM1 60% + ISO Coarse
185 × 168 × 25 mm
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Vortice HRI 200 FLAT / PHANTOM
M5 + M5 · ePM10 60% + ePM10 60%
227 × 212 × 24 mm
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Indice
Che cos’è la ISO 16890 e cosa ha sostituito
La ISO 16890 è lo standard internazionale per i filtri dell’aria usati nella ventilazione generale: centrali di trattamento aria, impianti HVAC e unità di ventilazione meccanica controllata (VMC). La parte 1, nella versione italiana UNI EN ISO 16890-1:2017, stabilisce un sistema di classificazione dell’efficienza basato sul particolato (PM) e descrive le procedure di prova.
Il passaggio dalla vecchia norma è avvenuto in modo graduale. Secondo il materiale formativo di AICARR, l’associazione italiana dei tecnici del condizionamento, dal giugno 2018 la UNI EN ISO 16890-1 ha sostituito completamente la UNI EN 779. Da allora i produttori di filtri per la ventilazione generale dichiarano le prestazioni con le nuove classi. Molti cataloghi e molte etichette, però, riportano per comodità anche le vecchie sigle.
La differenza di fondo riguarda cosa si misura. La EN 779 valutava i filtri con una polvere di prova sintetica e su una sola dimensione di particella di riferimento. La ISO 16890 misura l’efficienza su più dimensioni di particelle e la riporta alle frazioni PM1, PM2,5 e PM10, le stesse grandezze usate per descrivere la qualità dell’aria esterna. Il risultato è un’etichetta più vicina a ciò che il filtro trattiene davvero.
La norma è ancora in evoluzione: sul sito ISO risulta in fase di pubblicazione una nuova edizione della parte 1, che sostituirà la ISO 16890-1:2016. Per chi acquista un ricambio non cambia nulla nell’immediato: la sigla sulla scheda prodotto resta il riferimento.
Le quattro parti della norma
La ISO 16890 non è un unico documento ma una serie di quattro parti, ognuna con un compito preciso.
| Parte | Edizione ISO | Contenuto |
|---|
| ISO 16890-1 | 2016 (recepita come UNI EN ISO 16890-1:2017) | Specifiche tecniche, requisiti e sistema di classificazione in base all’efficienza ePM |
| ISO 16890-2 | 2022 | Misura dell’efficienza frazionaria e della resistenza al flusso d’aria |
| ISO 16890-3 | 2024 | Efficienza gravimetrica e resistenza al flusso in funzione della polvere di prova trattenuta |
| ISO 16890-4 | 2022 | Metodo di condizionamento per determinare l’efficienza frazionaria minima |
Un dettaglio utile per chi lavora con le VMC: le prove descritte nella parte 1 si applicano a filtri provati con portate d’aria comprese tra 900 m³/h e 5.400 m³/h, cioè nel formato di prova da laboratorio. I filtri compatti delle unità domestiche lavorano con portate e formati diversi. La classe dichiarata descrive il filtro nelle condizioni di prova previste dalla norma; da sola non permette di prevedere l’efficienza e la durata effettive nella tua macchina.
I quattro gruppi: ISO ePM1, ePM2,5, ePM10 e ISO Coarse
Il cuore della norma è la classificazione. Un filtro viene assegnato a un gruppo in base alla frazione di particolato che trattiene con un’efficienza di almeno il 50%. Per i gruppi più fini conta anche il valore minimo misurato dopo la scarica elettrostatica.
| Gruppo | A cosa si riferisce | Requisito per entrare nel gruppo | Uso tipico nella VMC |
|---|
| ISO Coarse | Polveri grossolane | Efficienza su PM10 inferiore al 50%; si dichiara l’arresto gravimetrico | Prefiltrazione, protezione dello scambiatore |
| ISO ePM10 | Particelle fino a 10 µm | Almeno 50% su PM10 | Aria di ripresa e di mandata in molte unità domestiche |
| ISO ePM2,5 | Particelle fino a 2,5 µm | Almeno 50% su PM2,5 (anche come valore minimo) | Mandata, dove previsto dal produttore |
| ISO ePM1 | Particelle fino a 1 µm | Almeno 50% su PM1 (anche come valore minimo) | Mandata, filtrazione fine delle particelle |
La percentuale che segue la sigla indica l’efficienza dichiarata ed è arrotondata per difetto a passi del 5%. Un filtro con efficienza misurata del 63% su PM10 viene quindi dichiarato “ISO ePM10 60%”. Un filtro può avere efficienze su più frazioni, ma viene classificato nel gruppo più fine di cui rispetta i requisiti.
Per i filtri ISO Coarse il criterio è diverso. Al posto dell’efficienza sulle frazioni di particolato si riporta l’arresto gravimetrico, cioè la quota in peso di polvere di prova trattenuta, misurata con il metodo della parte 3.
Come leggere la sigla su una scheda prodotto
Prendiamo un esempio reale dal nostro catalogo: il set di filtri compatibili per Vortice HRI 200 FLAT e HRI 200 PHANTOM. Nel nome trovi tre informazioni distinte:
- ePM10 60% + ePM10 60%: il set comprende due filtri, entrambi classificati ISO ePM10 con efficienza dichiarata del 60%.
- (M5 + M5): la classe secondo la vecchia EN 779, riportata come riferimento per chi è abituato a quella nomenclatura.
- 227 × 212 × 24 mm: le misure del filtro, il primo dato da confrontare con il filtro montato nell’unità.
Per una spiegazione più dettagliata delle singole sigle, con altri esempi, trovi la nostra guida su come leggere ePM1, ePM2,5 ed ePM10.
Perché la scarica elettrostatica cambia i risultati
Molti materiali filtranti sintetici sono caricati elettrostaticamente. La carica aiuta a catturare le particelle fini, soprattutto quando il filtro è nuovo. Con l’uso, l’umidità e il deposito di polvere, questa carica tende a diminuire, e con essa l’efficienza sulle particelle più piccole.
La parte 4 della norma definisce un metodo di condizionamento che scarica il materiale filtrante per misurarne l’efficienza frazionaria minima. Il filtro viene quindi provato due volte, prima e dopo il condizionamento. Per i gruppi ePM1 ed ePM2,5 anche il valore minimo deve rispettare la soglia del 50%.
In pratica, una classe ISO ePM1 o ePM2,5 tiene conto di come il filtro si comporta quando la carica elettrostatica non c’è più. È uno dei motivi per cui confrontare due filtri solo in base alla vecchia sigla EN 779 può portare a conclusioni sbagliate.
G4, M5, F7 e ISO 16890: perché non esiste una conversione esatta
È la domanda che riceviamo più spesso: “il mio filtro era F7, quale ISO devo comprare?”. Non esiste una tabella di conversione ufficiale uno a uno tra le due norme, perché i metodi di prova sono diversi. La EN 779 usava polvere sintetica e un’unica dimensione di particella. La ISO 16890 usa le frazioni di particolato e prova il filtro anche dopo la scarica elettrostatica.
Nei cataloghi trovi spesso abbinamenti indicativi, per esempio un G4 associato a ISO Coarse, un M5 a ISO ePM10 e un F7 a ISO ePM2,5 o ePM1. Sono tendenze, non equivalenze: due filtri venduti entrambi come “F7” possono ottenere classi ISO diverse, a seconda del materiale e della carica elettrostatica. Il dato da guardare è la classe ISO effettivamente dichiarata per quel prodotto, con la sua percentuale.
| Se conosci solo… | Cosa fare |
|---|
| La vecchia classe (G4, M5, F7) | Usala come orientamento, poi verifica la classe ISO riportata sulla scheda del ricambio |
| La classe ISO del filtro installato | Cerca un ricambio con la stessa classe o con quella indicata dal produttore dell’unità |
| Nessuna delle due | Parti dal manuale dell’unità VMC: marca, modello e configurazione dei filtri previsti |
Per approfondire il caso più comune nelle VMC domestiche, abbiamo dedicato una pagina al filtro M5 e al confronto tra G4 e F7.
Come scegliere un filtro VMC usando la ISO 16890
La classe di filtrazione è solo uno dei criteri. Nelle unità VMC l’ordine corretto è questo:
- Identifica l’unità. Marca e modello si leggono sulla targhetta della macchina o nel manuale. Varianti dello stesso modello possono usare filtri diversi.
- Verifica le misure. Rileva lunghezza, larghezza e spessore in millimetri e confrontali con il filtro installato o con la documentazione del produttore.
- Controlla la configurazione. Molte unità montano un filtro sulla ripresa e uno sulla mandata, a volte di classe diversa. Guarda quanti filtri servono e in quale posizione.
- Scegli la classe ISO. Resta entro le classi previste dal produttore per quel modello. Un filtro più fine trattiene più particelle ma di solito oppone più resistenza al passaggio dell’aria, e non tutte le unità sono progettate per questo.
- Controlla la compatibilità sulla scheda prodotto. Un filtro compatibile è indicato per modelli specifici. Se il tuo non compare, chiedi una verifica prima di ordinare.
Un punto spesso trascurato è l’alloggiamento. Un filtro di classe alta ma della misura sbagliata, o montato male, lascia passare aria lungo i bordi. Quell’aria non viene filtrata, qualunque sia la classe stampata sull’etichetta. Se le misure del tuo filtro non corrispondono a nessun ricambio standard, la soluzione sono i filtri VMC su misura.
Amministratori di condominio e manutentori che gestiscono più unità fanno bene ad annotare, per ogni impianto, marca, modello, misure e classe ISO di ciascun filtro. Gli ordini successivi diventano più semplici e non si ricomincia da capo a ogni intervento. La nostra guida ai filtri VMC compatibili spiega come trovare il ricambio partendo da questi dati.
Quando sostituire il filtro: la classe non basta
La ISO 16890 classifica l’efficienza del filtro, ma non dice ogni quanto cambiarlo. L’intervallo dipende dall’unità, dalla classe del filtro, dalla portata d’aria, dalla zona in cui vivi e dalla stagione. Un filtro in città nei mesi di riscaldamento si carica in modo diverso da uno in campagna in estate.
I riferimenti affidabili sono due: le istruzioni del produttore dell’unità e il segnale della macchina. Le linee guida europee sui regolamenti Ecodesign per le unità di ventilazione, applicabili dal 1° gennaio 2016, trattano tra i requisiti anche il segnale visivo che avvisa quando il filtro va cambiato. Molte unità calcolano l’avviso sulle ore di funzionamento, altre sulla perdita di carico, cioè sulla differenza di pressione a monte e a valle del filtro, che aumenta man mano che il filtro si intasa.
Quando compare l’avviso, o quando il filtro appare visibilmente scuro e carico, è il momento di sostituirlo. Per lavaggio e pulizia vale la stessa regola: molti filtri VMC sono monouso e vanno sostituiti, non lavati. Segui il manuale della tua unità. Approfondiamo il tema nella pagina su quando cambiare i filtri VMC.
Il nostro punto di vista
Ogni giorno aiutiamo proprietari di casa, installatori e amministratori a trovare il filtro giusto, e vediamo spesso lo stesso errore: partire dalla classe di filtrazione invece che dall’unità. La ISO 16890 è un ottimo strumento per confrontare filtri diversi, ma un ISO ePM1 della misura sbagliata non serve a nulla. Per questo nelle nostre schede prodotto indichiamo insieme modelli compatibili, misure, composizione del set e classe ISO. Quando è utile affianchiamo la vecchia sigla EN 779 come riferimento, mai come equivalenza esatta. I nostri filtri sono ricambi compatibili, non ricambi originali del produttore dell’unità: la compatibilità va sempre verificata sul singolo prodotto. Se hai un dubbio tra due classi, il consiglio è restare su quella prevista dal produttore e chiederci una verifica quando il tuo modello non compare.
Trova il filtro per la tua VMC
Nel catalogo Filtri VMC trovi filtri di ricambio compatibili organizzati per marca, tra cui Zehnder, Vortice, Aerauliqa e Brink. Ogni scheda indica classe ISO e misure. Prezzi e disponibilità possono variare: controlla sempre la scheda aggiornata e quanti filtri contiene la confezione. Se non trovi il tuo modello, contattaci indicando marca, modello e misure.
Domande frequenti
Come funziona la classificazione dei filtri ISO 16890?
Il filtro viene provato in laboratorio su diverse dimensioni di particelle, prima e dopo la scarica elettrostatica. In base ai risultati viene assegnato al gruppo più fine in cui trattiene almeno il 50% del particolato: ISO ePM1, ePM2,5 o ePM10. Se non raggiunge il 50% su PM10 rientra in ISO Coarse. La percentuale dichiarata è arrotondata per difetto a passi del 5%.
Un filtro F7 corrisponde a ISO ePM1?
Non necessariamente. Molti filtri F7 rientrano in ISO ePM1 o ePM2,5, ma non esiste una corrispondenza esatta perché le due norme usano metodi di prova diversi. Controlla la classe ISO dichiarata sulla scheda del prodotto specifico.
Quali sono i gradi di filtrazione dell’aria nella VMC domestica?
Nelle unità residenziali si trovano soprattutto filtri ISO Coarse e ISO ePM10 sulla ripresa e filtri ISO ePM10, ePM2,5 o ePM1 sulla mandata, a seconda del modello. La combinazione corretta è quella indicata dal produttore dell’unità.
Posso montare un filtro di classe più alta nella mia VMC?
Dipende dall’unità. Un filtro più fine di solito aumenta la resistenza al passaggio dell’aria, e non tutte le macchine sono previste per questo. Verifica sul manuale le classi ammesse per il tuo modello o chiedi al tuo installatore.
Fonti
- UNI EN ISO 16890-1:2017, UNI Ente Italiano di Normazione
- ISO 16890-1:2016, ISO
- ISO 16890-1, nuova edizione, ISO
- ISO 16890-2:2022, ISO
- ISO 16890-3:2024, ISO
- ISO 16890-4:2022, ISO
- Ventilazione, filtri per il particolato e la nuova UNI EN ISO 16890, AICARR Formazione
- Guidelines accompanying the Ecodesign regulations for ventilation units, Commissione europea